Genova Wine Festival 2019. ev-5
Dopo 2 settimane di stop per influenze e acciacchi vari, motivo per cui abbiamo saltato manifestazioni che aspettavamo da un anno come Benvenuto Brunello, Vini ad Arte a Faenza, Vinoi e Vinnatur a Roma, e non diciamo altro pena esclamazioni poco consone al blog, ripartiamo da Genova, dal primo anno di questa bella manifestazione organizzata dalla collaborazione tra l’associazione Papille Clandestine e Intravino, in una location che dire bella sarebbe riduttivo, a Palazzo Ducale nella sala del Maggior e Minor Consiglio. Come tutte le nuove manifestazioni l’anno “0” é sempre uno scoglio alto da superare ma dobbiamo dire che qui ci sono riusciti bene, anche perché la stessa associazione é quattro anni che organizza Il Genova Beer Festival quindi un po di esperienza se la sono fatta. Presenti 51 aziende scelte per rappresentare la Liguria in primis ma anche il Piemonte e la Lombardia con un occhio di riguardo a quelle denominazioni piu vicine all’areale ligure, ma poi anche cantine da tutta Italia, alcune famose, poche ma mirate. Scorrendo la lista delle aziende si capisce che la scelta é stata fatta con il cuore e con il palato, molte piccole aziende che producono poche bottiglie e conosciute solo ai liguri, e cantine che producono 20 etichette cercando di abbracciare tutti i settori di mercato possibili, insomma per noi che studiamo le aziende e i vini creando una lista esaustiva in modo da trovarci preparati alle degustazioni é stato un vero rompicapo, ci sono volute diverse ore (un giorno intero) per trovare aziende ed etichette in rete considerando il fatto che molte non avevano neanche un sito internet, e poi dare un ordine a rifermentati, bollicine, bianchi, rosati, rossi e passiti, valutando aziende convenzionali, biologiche, biodinamiche, ecc. in modo da non creare caos nelle degustazioni e sopratutto nei nostri palati, é stato complicato ma lo sapevamo, infatti una volta arrivati ai rossi eravamo un pò in affanno, ma dopo 10 anni di eventi e degustazioni di vini la cosa non ci ha spaventato piu di tanto, o meglio forse una cosa ci ha spaventato, la fila interminabile di ragazzi che alle ore 18, due ore dalla chiusura, stavano entrando alla manifestazione, forse avevano scambiato la manifestazione per l’ora dell’aperitivo, chissà! Come ci aspettavamo ci sono stati alti e bassi, davvero eterogena la proposta dei vini per questa manifestazione, vi elenchiamo le nostre degustazioni così come le abbiamo fatte nel medesimo ordine;
Tenuta Belvedere – vini artigianali e metodo ancestrale:
Wai bianco, metodo ancestrale, (6,5)
Wai rosso, metodo ancestrale, (6,5)
Pinot grigio 2017, acciaio e macerazione sulle bucce, (7-)
Cascina Boccaccio:
Inferno, rifermentato di cortese, (6,5)
Franca Contea – bollicine di Franciacorta, forse il più artigianale tra i produttori della Franciacorta con un occhio di riguardo al biologico:
Primus Brut Franciacorta, 30 mesi sui lieviti, (7-)
Saten millesimato 2014 Franciacorta, 48 mesi sui lieviti, (7+)
Cantina Scuropasso – metodo classico dell’oltrepò pavese e non solo:
Roccapietra Zero, pinot nero, 60 mesi sui lieviti, (7+)
Roccapietra Cruasé, pinot nero, rosato, 60 mesi sui lieviti, (7+)
Alessio Brandolini – metodo classico dell’oltrepò pavese e non solo:
Luogo d’Agosto, pinot nero, 36 mesi sui lieviti, (6+)
Note d’Agosto, rosato, pinot nero, 40 mesi sui lieviti, (6+)
Il Bardughino 2017, malvasia secca, (6,5)
Torre deglia Alberi – metodo charmat e metodo classico dell’oltrepò pavese:
Metodo charmat lungo, pinot nero, (6,5)
Brut, pinot nero, 24 mesi sui lieviti, (6+) mela cotogna
Brut Rosato, pinot nero, 24 mesi sui lieviti, (6,5)
Pas Dosé, pinot nero, 24 mesi sui lieviti, (6) frutta appassita
Bruna – pigato, grenache e rossese:
Majé 2017, pigato, (6-)
Le Russeghini, pigato vecchie vigne, il 20% fa legno, 2017 (6), 2013 (6+), 2012 (6,5)
U Baccan, pigato selezione vecchie vigne, fa legno, 2016 (7-)
Pino Gino – piccola azienda ma grande qualità:
Vermentino 2018, (7) profumatissimo lungo in bocca ottimo
Vermentino Missanto 2017, barrique 12 mesi, (6,5) troppo intenso quasi da meditazione
Bianchetta Genovese 2018 (7-), notevole
Moscato dolce 2018, in autoclave, (6,5)
Possa – vini artigianali a picco sul mare, peccato per i bianchi serviti a temperatura troppo alta:
Cinque terre bianco, (6,5)
Er Giancu bianco 2017, (7-)
Rosé D’Amour, (7-) un po alcolico
U Neigru rosso – (7-)
Cascina Praiè:
Il Canneto pigato, (6+)
Colla Micheri vermentino 2018, (6)
Le Cicale vermentino, fa anfora, (6,5)
Marì lumassina, rifermentato, (6) acidulo vinoso
La Felce – vini artigianali, un po di caos con le etichette, peccato per i bianchi serviti a temperatura troppo alta:
In Origine 400 bianco 2017, (7-)
Monte dei Frati 2018, vermentino, (6,5)
La Ricolla di Daniele Parma – vini artigianali che sostano molto sulle fecce, bianchi fermi col fondo, particolari:
Berrette 2017, vermentino 14 giorni sulle fecce, (7)
Berrette 2016 da magnum, vermentino 14 giorni sulle fecce, (7)
Gionata Cognata – uno dei due produttori di Coronata doc, un solo vino servito a temperatura perfetta, un riferimento:
Coronata doc 2017, da bianchetta genovese, (7+) profumo e bocca perfetti
Ghio – terra di cortese e dolcetto, bella scoperta, ottimi vini, ben fatti:
Gavi docg 2018, (7-)
Le Zucche gavi docg riserva 2015, legno piccolo, (7)
Zané monferrato bianco 2015, (7-)
La Canna e l’Orzo rosé, metodo classico 24 mesi sui lieviti, uve nibio, (7-) curiosa la netta differenza tra profumo e sapore entrambi piacevoli
Weinhof Kobler – alto adige, vini diretti molto profumati e molto concentrati, a nostro avviso incontrano molto più i gusti d’oltralpe che non i nostri:
Ogeaner 2017, chardonnay, (6,5)
Feld 2017, gewurztraminer, (6-) molto acuto
Oberfeld 2017, pinot grigio, (6+)
Klausner 2017, pinot grigio, (6,5) zuccherino
Kotzner 2017 rosato di merlot, (6,5) molto scuro
Puit 2016, cabernet franc, 18 mesi di barrique, (6+) solo peperone verde
Klausner 2012 Riserva, merlot, (6,5) note di peperone
Thurnhof – alto adige, vini molto profumati e saporiti:
Moscato giallo 2017, (6,5) estremamente profumato
Sauvignon blanc 800 2017, (7) molto profumato e saporito
St. Magdalener 2017 rosso, uve lagrein, (6,5)
Lagrein Riserva 2016, (7+) buono
Weinegg Riserva 2016, cabernet sauvignon e merlot, (7-)
Brut Rosé, metodo classico di Lagrein, 30 mesi sui lieviti, (7-)
Gravner – chi non lo conosce, anfore interrate e lunghe macerazioni:
Ribolla 2010, (7) servito a temperatura alta di color arancio/oro
Forti del Vento – azienda biodinamica con interventi in vigna e in cantina minimali, ottimi i bianchi e il rosato, per i rossi non recenti l’assenza di solforosa a nostro avviso non aiuta a far esprimere i vini come dovrebbero:
Cortese 2018, 90 giorni sulle bucce, (7) bel profumo
An Piota 2018, chardonnay vecchie vigne in anfora, 40 giorni sulle bucce, (7-)
299 rosato 2018, uve dolcetto in anfora, (7) buono
La Volpe 2016, dolcetto di ovada, acciaio, (6+) sentori impuri
Ottotori 2016, dolcetto di ovada, botte grande, (7-)
Ventipassi 2016, uve nibio, (6,5) sentori impuri
Stefano Amerighi – la syrah di Cortona, vini ben fatti:
Syrosa, rosato di syrah, (6,5)
Syrah 2016, (7)
Syrah Apice 2015, (7+)
Terre Bianche – pigato e rossese:
Bricco Arcagna 2017, rossese di Dolceacqua, (7) ben fatto ma un po stanco
Terrabianca 2017, rossese di Dolceacqua, (7+) ben fatto equilibrato più dinamico del precedente
Franco Roero – barbera d’Asti e grignolino, vini ben fatti:
Carbuné 2017, barbera d’Asti, acciaio, (6,5)
Barbera d’Asti 2013 part 215, da magnum, vigne 60 anni, botte grande, (7-) note amare e legnose
Sichei 2016, barbera d’asti superiore, 18 mesi di barrique, (7,5) ottimo
Grignolino d’Asti 2017, acciaio, (6,5)
Marco e Vittorio Adriano – dolcetto, barbera e nebbiolo, un filo conduttore la leggera nota amara dei vini:
Dolcetto d’Alba 2017, (7-) giovane amarognolo
Langhe Nebbiolo Cainassa 2017, (6,5)
Barbaresco Sanadaive 2015, (7-) note amarognole
Barbaresco Basarin 2015, (7)
Eraldo Revelli – barbera e dolcetto:
La Barisca 2017, langhe barbera, 6 mesi di barrique, (6+)
Otto Filari 2017, dogliani docg, acciaio, (6,5)
Autin Lungh 2017, dogliani docg, acciaio, (6,5)
San Matteo 2017, dogliani superiore, botte grande, (7-) note dolci
Giacomo Fenocchio:
Langhe Nebbiolo 2017, (7-)
Barolo Bussia 2015, (7+) note amare
Barolo Villero 2015, (7+)
Maccario Dringenberg: assenti per gran parte del pomeriggio con l’impossibilità di degustare i vini, peccato volevamo proprio riassaggiare i loro Rossese di Dolceacqua.








